DA NON PERDERE

Angoli nascosti e sconosciuti di Verona

Luoghi insoliti da vedere a Verona

Ogni angolo della città ha qualcosa di unico, lontano dal turismo di massa.
Di seguito vengono presentati dei luoghi nascosti e meno conosciuti:

  • Via Sottoriva
  • Piazzetta Pescheria
  • Piazzetta Tirabosco
  • Pozzo dell’Amore (e non si parla di Romeo e Giulietta)
  • Corte Sgarzerie
  • Pozzo Mazzanti e Via Mazzanti
  • Scalone XVI Ottobre


Via Sottoriva

Bellissimo portico in Via Sottoriva a Verona
Angoli nascosti e sconosciuti di Verona
Via Sottoriva a Verona
Via Sottoriva

Sottorivacioè in fianco alla riva del fiume, costeggia la riva del fiume Adige dove una volta esistevano numerosi molini: la strada una volta era al livello del fiume e regolarmente allagata, come appunto indica il nome della strada stessa.
 
È senza dubbio una delle più caratteristiche vie della città: regala scorci suggestivi, con i portici e le dimore due-trecentesche, i graziosi ristoranti e le trattorie, le botteghe artigianali e i negozietti di arte e di antiquariato che sono delle vere chicche.
 
La via è fiancheggiata da un lato, per tutta la lunghezza del percorso, da un basso e cupo porticato, sotto il quale – a metà percorso – si trova tuttavia una curiosa immagine della Madonna con in braccio il Divin Bambino tutto avvolto nelle fasce ed inoltre una porta del Rinascimento, con tutti i caratteri propri in questo stile.  

È senza dubbio questo vecchio portico che conferisce alla via ancor oggi quel suo aspetto spiccatamente medioevale; ma vi contribuisce pure la presenza di due vecchie case del Duecento e Trecento con le loro bellissime bifore romaniche e finestre ad arco trilobato, che si mostrano al principio della via verso Ponte Nuovo.


Piazzetta Pescheria

Piazzetta Pescheria a Verona

La Piazzetta Pescheria – sebbene si trovi fuori dai principali circuiti turistici – è uno dei luoghi più suggestivi di Verona. Anticamente, come dice il nome stesso, era adibita a mercato del pesce; oggi ospita un supermercato.
Ad ora è uno dei luoghi più intimi della città, una volta era a ridosso del fiume Adige.


Piazzetta Tirabosco

Piazzetta Tirabosco
Piazzetta Tirabosco: scalette San Marco

Tra Via Pellicciai (nelle vicinanze di Piazza Erbe) e Corso Porta Borsari, c’è un angolo nascosto, nonostante esso sia un luogo centralissimo: in passato, Piazzetta Tirabosco era denominata anch’essa San Marco in Foro, come i vicini vicoli, in riferimento alla chiesa ricordata fin dal 1172, con l’appellativo di San Marco alle carceri.

Questo angolo è importante soprattutto per la storia archeologica di Verona: gli studiosi del passato ritennero che qui sorgesse il Campidoglio; invece, nel 1986, è stata localizzata la Curia romana: era un’ampia aula a pianta quadrata (27 per 28 metri).

*** CURIOSITÀ ***
Piazzetta Tirabosco è uno degli angoli più incantevoli della città, tant’è che nel 2009 è stato scelto tra i luoghi di Verona per girare le riprese di alcune delle scene del famoso film Letters to Juliet.

Di fronte al locale Campidoglio Bistrò, una lunga gradinata corre alla base di un alto edificio, ai lati del quale vi sono due scalette che scendono in via Pellicciai.

Da Piazzetta Tirabosco per Corticella San Marco in Foro, si va al tempio della ristorazione veronese, i “Dodici Apostoli“, da tre generazioni della famiglia Gioco. Molto bella, l’insegna in ferro battuto con un’antica lampada, avvolte da un rampicante.


Pozzo dell’Amore (e non si parla di Romeo e Giulietta)

Pozzo dell'Amore
Cartello del Pozzo dell'Amore

Parlando di Città dell’Amore non si può non inserire il Pozzo dell’Amore.
Per raggiungerlo da Piazza Erbe ci si immette in Corso Porta Borsari e prendendo la prima a sinistra ci si immette nel Vicolo San Marco in Foro (si vede un cartello, come riportato nella foto sopra, all’inizio del vicolo), nascosto tra case e viuzze e si prosegue fino a quando si trova alla sinistra il Vicoletto Cieco Pozzo San Marco, dove dal 1986 è stato collocato, con il benestare del Comune, il “Pozzo dell’Amore”.

Si tratta di una simpatica iniziativa di Oreste Dal Zovo, titolare della vicina enoteca, che, con un gruppo di amici ha pensato di creare, nel 1994, una curiosa attrazione turistica: il pozzo sistemato nel vicoletto è antico e, del resto, lo stesso toponimo lo menziona.
Ma, l’iniziativa, ancora oggi, è assurdamente contrastata da alcuni veronesi, sebbene i turisti cerchino il pozzo, perché riportato dalle guide, gettando una monetina per vedere avverati i propri sogni d’amore.
Attualmente il pozzo è chiuso da una copertura di ferro.

La leggenda narra che Corrado di San Bonifazio, un giovane soldato del Sacro Romano Impero, si innamorò di Isabella Donati, una splendida fanciulla che però non ricambiava il suo amore.
Un giorno Corrado incontrò Isabella nel cortile della chiesa di San Marco e la incolpò di essere fredda come l’acqua del pozzo lì presente, così lei lo provocò invitandolo a saltarci dentro.
Il giovane non esitò e si gettò nel pozzo: Isabella, che in realtà provava un amore segreto per lui, rimase colpita da quel gesto e lo seguì nelle acque gelide del pozzo.

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Corte Sgarzerie

Osteria Sgarzarie a Verona
Corte Sgarzarie a Verona

Corte Sgarzerie (detta anche “Sgarzarie”) un altro dei luoghi del centro di Verona si raggiunge facilmente da Corso Porta Borsari (il vecchio decumano della città romana).
Una lapide sopra l’arco romanico sotto cui si passa per entrare nella corte ricorda che «Qui furono i lanifici ond’ebbe tanto lustro e potenza il Veronese Comune dal secolo terzo al quattordicesimo dell’era volgare».

Nella Verona nel Medioevo la lavorazione e il commercio della lana era una delle principali attività economiche e la Corte era il cuore pulsante di artigiani e commercianti del settore. 
E qui si trova anche una delle aree archeologiche romane più belle e suggestive di Verona: entrata gratuita al sito “Criptoportico di Corte Sgarzerie“.

Tuttavia, la Corte Sgarzerie è soprattutto un luogo di contemplazione.
A dominare la piazzetta è la grande Loggia (solo in parte occupata dal plateatico di un’osteria) dove, se ci si lascia andare con la fantasia, si può davvero immaginare il grande mercato dei tessuti che è stato un tempo.


Pozzo Mazzanti e Via Mazzanti

Pozzo dei Mazzanti
via mazzanti a Verona

Il retro dell’edificio di Casa Mazzanti di Verona è caratterizzato da una ripida scala esterna e lo splendido pozzo in fondo alla via – racchiuso tra due colonne collegate da un architrave e munito di guide in ferro, le quali permettevano di calare i secchi dalle case – rappresenta oggi un angolo della città di particolare bellezza.

Oggi conosciuto anche come Pozzo dei Mazzanti, in marmo rosso, rivestito di grandi foglie d’acanto separate da ramoscelli che finiscono in fiori, formanti sotto l’orlo gli otto spigoli, con sopra il Leone di San Marco insieme allo stemma della città.

L’antico pozzo risale al 1295 quando fu eretto per uso pubblico su ordine di Alberto Scaligero, della famiglia Scala, primo proprietario delle Case Mazzanti.

Fu una volta chiamato anche Pozzo di Donato, prima di essere rifatto dai rettori della città nel 1478.

Il Pozzo subì altri cambiamenti, come nell’agosto del 1926, non essendo stato oggetto di manutenzione nel secolo precedente: esso fu oggetto di un accurato restauro, sostenuto dal Comune di Verona. Oggi si vedono le colonne restaurate in marmo, il capitello e il ferro che sostiene l’architrave, che una volta permettevano di prendere l’acqua direttamente dalle case adiacenti, le famose Case Mazzanti.

In prossimità di questo pozzo fu assassinato Mastino Della Scala capostipite degli Scaligeri.


Scalone XVI Ottobre

Scalone XVI Ottobre a Verona

Lo scenografico scalone XVI Ottobre con i suoi 105 gradini in pietra conduce ad Alto San Nazaro.